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Quali sono i 5 errori più comuni da evitare nell’ottimizzazione SEO?

Quali sono i 5 errori più comuni da evitare nell’ottimizzazione SEO?

E’ ormai chiaro quanto sia importante che il proprio sito internet o il proprio e-commerce compaia nella prima pagina di Google. Ma come è possibile farlo? Sicuramente è necessario evitare alcuni errori. Vediamo quali.

Secondo alcune ricerche di settore oltre il 75% degli utenti non va mai oltre i risultati della prima pagina di Google quando effettua una ricerca. Per non rimanere ancorati alle ultime posizioni della classifica del ranking dei motori di ricerca è importante non commettere errori quando si svolge attività SEO. Oggi vediamo gli errori più comuni in cui si può incorrere. 

1. La mancanza di qualità nei contenuti

La user experience è molto importante nella navigazione e sicuramente è uno degli aspetti che incide nel posizionamento su Google ma tra gli aspetti dell’esperienza utente c’è sicuramente anche quella legata al contenuto che l’utente troverà nella pagina ricercata. Per questo motivo i contenuti devono essere efficaci sia per gli utenti che per Google. Come? Innanzitutto devono avere almeno 400 parole, ma è meglio se 700 o 1.200 che dovrebbero appagare la “sete” di conoscenza degli utenti su un determinato argomento o prodotto. 

2. La duplicazione dei contenuti

Un errore molto comune tra i neofiti della SEO è il contenuto duplicato. Quanti siti per riempire di testo le proprie pagine fanno copia e incolla dei testi? C’è chi lo fa da altre pagine del proprio sito e chi copia da altri siti. Tutto questo è sbagliato e se lo si fa pensando di aumentare le parole chiave nelle proprie pagine è totalmente fuori strada, anzi sta lavorando affinchè il proprio sito finisca in fondo alle classifiche di Google. Copiare è sempre moralmente sbagliato e nella SEO rappresenta anche l’opposto del risultato che si vuole ottenere. 

3. Parole chiave non efficaci

Quando si scrive un contenuto occorre tenere presente le parole chiave che identificano e descrivono al meglio l’oggetto della nostra pagina. Comprese quelle parole chiave correlate rappresentate dai sinonimi o da insiemi di parole che gli utenti utilizzano per cercare quel determinato oggetto.

4. Clickbait è sbagliato

Spesso veniamo attirati a cliccare su un link perché il titolo dell’articolo o le parole chiave che ne descrivono il contenuto ci spingono a leggere. Poi capita che il contenuto è tutt’altro che ciò che ci aspettavamo. Usare parole chiave molto diffuse o legate all’attualità per sponsorizzare i nostri prodotti si chiama Clickbait e non sempre è così vantaggioso. Anzi chi ne fa uso verrà poi penalizzato da Google perché i suoi contenuti non verranno più considerati attendibili. 

5. Mancanza di ottimizzazione dei tag 

Chi scrive contenuti deve anche conoscere la sintassi che Google riconosce come ottimale per una pratica lettura da parte degli utenti. Il tag title H1 ovvero quello che definisce il titolo del contenuto deve essere sempre specificato. Così come nel corpo del testo devono essere presenti i tag H2 e H3 per i sottocapitoli. Solo in questo modo sarà possibile aumentare il posizionamento nel ranking.

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